MANOBOOK HOME
Assessment Kit by Simon & Associates

OPEN TRAINING CAMPUS
LEARNING STYLES PROFILE

Self-assessment


STILI DI APPRENDIMENTO

Lo stile di apprendimento è una tendenza. Una tendenza a preferire un certo modo di apprendere/studiare, attraverso il quale la persona mette in atto, o sceglie, i comportamenti e le strategie per apprendere. Lo stile crea la preferenza e l'abitudine di agire o utilizzare metodi simili per studiare.
Tanto lo studente che affronta quotidianamente il suo compito, quanto il lavoratore che si trova nella necessità di apprendere qualcosa di nuovo per il suo lavoro, quanto le persone che nella vita quotidiana si tengono aggiornate su quello che succede o devono risolvere problemi grandi o piccoli, tutti quante apprendono più o meno spontaneamente, ed ognuno lo fa nel modo che gli sembra più consono e spontaneo, insomma ognuno utilizza il suo stile di apprendimento: ci sono quelli che si mettono subito a fare e a cercare praticamente delle soluzioni, altri leggono tutto prima di agire, altri chiedono aiuto, altri vanno in cerca di qualcuno da imitare, altri abbandonano il campo…

C'è uno stile migliore di un altro?
Se chiedessimo a più persone quale è il modo migliore di apprendere, ci troveremmo ad avere una miriade di risposte, ognuna delle quali afferma che lo stile migliore è quello che praticano di solito. Infatti lo stile di apprendimento è personale, spontaneo e tende ad auto-ripetersi. In alcuni casi lo stile diventa univoco e rigido tanto da escludere o rendere improbabile il ricorso ad altri stili.
Non esiste uno stile migliore in assoluto.

Piuttosto esiste uno stile più efficace a raggiungere un obiettivo ed un altro per un altro obiettivo, altre volte, ma con una relazione meno stretta, esiste uno stile legato alla natura dei contenuti. Al concetto di stile competono più i metodi dei contenuti.
Facciamo un esempio: per imparare ad andare in bicicletta è meglio adottare lo stile che parte dalla pratica e tralasciare uno stile orientato alla conoscenza del perché e della teoria; viceversa per apprendere la filosofia di Aristotele può essere più conveniente adottare uno stile che prevede la lettura dei testi e la comprensione delle teorie a scapito di uno stile "pratico". Ma a ben guardare i fattori discriminanti nella scelta degli stili più adatti, anche in questo esempio, non risiedono nei contenuti, apparentemente opposti, ma negli obiettivi legati ai contenuti, infatti nel primo caso l'obiettivo è centrato sull' imparare "a fare", mentre nel secondo caso l'obiettivo è indirizzato sull'imparare "a concettualizzare".
In entrambi i casi uno studente avrebbe potuto raggiungere l'obiettivo voluto partendo ed utilizzando sia lo stile 'pratico-applicativo' che quello "teorico-conoscitivo". In questo caso, come sempre avviene, la scelta dello stile influenza il tempo necessario a raggiungere l'obiettivo, ma nulla esclude che gli obiettivi vengano raggiunti comunque.

In effetti esiste uno stile ottimale: lo stile eclettico capace di utilizzare tutti gli stili, a seconda degli obiettivi posti per ogni situazione di apprendimento. Lo stile eclettico è, per concludere, l'unico stile che garantisce una conoscenza a 360°: teorica e pratica, critica e innovativa, orientata ai risultati e alle persone o al sociale, completa e realistica.
Lo stile eclettico non è raro. La maggior parte persone oscilla fra un parziale eclettismo e una rigidità tendenziale ma non assoluta, perché le persone tendono a ripetere gli stili meno impegnativi e quelli che hanno procurato dei successi, e abbandonano in fretta gli stili che non hanno prodotto successi o sono risultati assai impegnativi.
E' interessante notare che lo stile rigido non produce specializzazione di apprendimento, ma riduce la frequenza con cui la persona si mette in situazioni di apprendimento. Lo stile rigido produce la convinzione di "non aver bisogno di apprendere perché si possiede già la soluzione". Ed ancora, lo stile rigido nasconde, spesso, una ansia da apprendimento se non addirittura delle vere e proprie difficoltà di apprendimento.

E' utile conoscere il proprio stile di apprendimento?
La conoscenza del proprio stile di apprendimento aumenta la consapevolezza di sé e delle proprie abitudini e aiuta a sfruttare al meglio tutte le risorse a cui si può accedere.
Sulla base di quanto è stato illustrato fino ad ora, diventa immediatamente interessante conoscere il proprio gradiente di flessibilità del proprio stile: quanto si è eclettici o rigidi?
Un secondo motivo di interesse è l'acquisizione della consapevolezza/conoscenza grazie alla quale si potrà controllare e programmare strategicamente il proprio metodo di studio, con indubbi miglioramenti nella efficacia ed efficienza dei nostri sforzi.

Quali sono gli stili di apprendimento?
Nel campo della psicologia dell'apprendimento e dell'educazione esistono numerose teorizzazioni, ad esempio:

  • David A. Kolb si basa sull'apprendimento per esperienza;
  • Howard Gardner si basa sulla sua teoria dell'intelligenza multipla;
  • Donald A. Norman fa riferimento ai processi cognitivi di base.
Altri analizzano le preferenze funzionali, come ad esempio:
  • visivo, uditivo, cinestetico;
  • collaborativo-imitativo o autodidatta;
  • conservativo-innovativo.
La scelta del modello descrittivo, in ultima analisi, è dettata dalle necessità pratiche e dal 'progetto formativo' sottostante. Per questa ragione proponiamo un modello di stile di apprendimento basato su cinque dimensioni e che risponde al progetto di fornire uno strumento capace di aiutare la scelta strategica del metodo di studio, dei sussidi e materiali di supporto.

Il modello strategico per l'analisi degli stili di apprendimento di G. Simonetti
Il modello è formato da cinque componenti base che, prese individualmente e combinate fra loro, producono un profilo di stile di apprendimento declinabile attraverso 15 dimensioni e un indice generale.

Le 5 componenti base sono:

  • pratica-induttiva
  • razionale-deduttiva
  • interpersonale-imitativa
  • orientamento ai contenuti
  • orientamento ai metodi

Le 15 dimensioni del profilo sono prodotte dall'incrocio delle componenti.
pratica-induttiva razionale-deduttiva interpersonale-imitativa orientamento ai contenuti orientamento ai metodi
pratica-induttiva Prove ed errori Comprensione Gregarietà Sperimentazione Strategia produttiva
razionale-deduttiva Teorizzazione Imitazione critica Raccolta di dati Programmazione-progettazione
interpersonale-imitativa imitazione affettiva Attenzione ai ruoli Regole e consuetudini
orientamento ai contenuti Produttività Strategia operativa e valutativa
orientamento ai metodi Leadership e controllo

Ed infine, ma non certo ultimo in significatività, viene l'indice generale, INDICE DI ECLETTISMO che viene rappresentato dal continuum Rigidità vs. Flessibilità.



Le 15 dimensioni:


INIZIO
ISTRUZIONI